PROGETTI 2018-05-30T19:22:29+00:00

ZELO
AULA STUDIO 2.0

Da lunedì 21 maggio e sino a metà luglio 2018, apre Zelo, l’aula studio 2.0 del Circolo Arci Margot!

L’aula studio, aperta nella sala superiore del Circolo, osserverà i seguenti orari di apertura:

Lunedì 9 – 18
Martedì 9 -14
Mercoledì 9 -14
Giovedì 9 -18

Gli spazi saranno provvisti di rete Wi-Fi gratuita ad alta velocità e senza limiti di tempo, prese elettriche per caricare i propri dispositivi e stampante, aria condizionata e zona relax per i momenti di pausa!
L’ingresso è libero per i soci Arci

GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE
GAS Potagé.

Nel 2017 abbiamo fondato il Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) “El potagé”, un modo di vivere le scelte alimentari consapevolmente. A inizio 2018 sessanta sono le famiglie che partecipano alle proposte del GAS e mediamente serviamo tra i 15 e 20 ordini settimanali.

Insieme cerchiamo produttori locali attenti al territorio, alla qualità del prodotto e alla dignità del lavoro. Crediamo nel contatto diretto con il produttore (acquistiamo i loro prodotti pagandoli il giusto prezzo) e all’importanza delle relazioni sociali ed umane.

Ogni settimana proponiamo prodotti bio di produttori locali, che scegliamo e andiamo a conoscere personalmente.

Per far parte del GAS basta avere la tessera Arci del Margot. Iscrivendosi alla newsletter settimanale si possono ordinare verdure, uova, latte, formaggi e i vari prodotti stagionali proposti.

Il GAS è un servizio senza costi aggiuntivi, significa che è organizzato da volontari del Circolo e che non c’è alcun ricarico sul prezzo dei prodotti.

Per seguirci metti mi piace alla pagina Facebook del GAS, dove potrai seguire aggiornamenti, consigli e proposte!

Per partecipare o per avere informazioni scrivici a gas@circolomargot.it o compila il forma qua sotto.

Ti invieremo le proposte settimanali a questa mail!
Lo utilizziamo per contattarti più rapidamente.
Il logo del Potagé richiama gli anelli della rustica stufa a legna.
Scarica il regolamento

NON CONSUMATORI, MA COPRODUTTORI!

SPORTELLO CONSUMATORI.

Il consumatore si ritrova sempre più spesso pregiudicato nella relazione contrattuale nei confronti di società, imprese ed enti strutturati con forme organizzative complesse e studiate per massimizzare i loro profitti. Il legislatore ha riconosciuto il consumatore quale parte debole del rapporto contrattuale, raccogliendo nel 2005 tutta la normativa volta alla sua tutela nel “Codice del consumo”.
Tuttavia i diritti dei consumatori non vengono sempre rispettati, pertanto la nostra associazione si ripropone da anni di affermare sul territorio una rete di persone capaci di far fronte ad eventuali speculazioni e scorrettezze poste in essere dalle controparti nelle relazioni commerciali.

In partnership con il Movimento Consumatori Torino, associazione autonoma e indipendente senza fine di lucro, abbiamo aperto uno Sportello Consumatori a Carmagnola, dove l’avvocato del Movimento Consumatori Matteo Valenza è sempre disponibile per offrire servizi di assistenza e consulenza legale nei seguenti ambiti:

  • UTENZE (gas, energia elettrica, telefonia)

  • ACQUISTI E SERVIZI

  • BANCHE E FINANZIARIE

  • ASSICURAZIONI

  • TOUR OPERATOR & AGENZIE DI VIAGGI

  • RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE

Gli appuntamenti con l’avvocato si svolgono su prenotazione:

SERVIZIO CIVILE.

Nel 2015 il Margot ha partecipato per la prima volta al bando del Servizio Civile Nazionale con il progetto “Un Circolo in comune”.
Il progetto è stato selezionato e quattro giovani volontari (Fabri, Fede, Ire e Vale) hanno contribuito, dal 1 luglio 2015 al 30 Giugno 2016, alle principali attività del Margot: l’ambito dell’animazione culturale (concerti e eventi musicali, mostre di arti visive e rassegne cinematografiche) e la formazione di una rete territoriale tramite il contatto e la collaborazione con le altre realtà cittadine.

Per l’anno 2016-1017 è stato nuovamente presentato e selezionato il progetto presentato con Arci Servizio Civile, per altri 4 volontari. In questo secondo caso una maggiore attenzione è stata riservata all’ambito della comunicazione e della multimedialità, in cui il Circolo sta investendo molte delle sue risorse. 4 nuovi giovani (Matte, Oana, Pit, Sabri) hanno vissuto il protagonismo giovanile per 1 anno intero al Circolo.

CAFFÈ SOSPESO.

Al Circolo puoi lasciare un “Caffè Sospeso” pagando un caffè per chi entrerà dopo di te. Il barista aggiornerà la lista dei caffè sospesi disponibili per i nuovi avventori che potranno gustare un caffè offerto.

Si usava nei bar di Napoli, quando una persona era particolarmente felice perché aveva qualcosa da festeggiare oppure perché aveva iniziato bene la giornata, beveva un caffè e ne pagava due, per chi sarebbe venuto dopo e non poteva pagarselo.

Era un caffè offerto… all’umanità. Di tanto in tanto qualcuno si affacciava alla porta e chiedeva se ci fosse “un caffè sospeso”…. e spesso riceveva in cambio anche un sorriso.

Abbiamo più che mai bisogno di questi atti di gentilezza.

Il Circolo Margot aderisce alla Rete del Caffè Sospeso dal 2010.

UN CAFFÈ OFFERTO… ALL’UMANITÀ!

ARCHIVIO.

Negli anni abbiamo realizzato tanti sogni, li trovi tutti raccolti qui:

Molti amanti del verde che vivono in città devono affrontare un problema grande, quello dello spazio. Si trovano a dover fare i conti con un balcone o una terrazza che per quanto possano essere ampi non possono accogliere in modo ottimale gli ortaggi, soprattutto quelli a lunga estensione.
Ecco che entra in gioco l’orto verticale. Questa “innovazione” per così dire, risolve il problema dello spazio e ottimizzandolo permette di coltivare gran parte di quegli ortaggi a cui altrimenti saremmo costretti a rinunciare per via della loro lunghezza di accrescimento eccessiva.

L’orto verticale consiste in pratica in una disposizione in verticale dei contenitori che vengono usati per la coltivazione. Immaginiamo un balcone dove c’è poco spazio a disposizione, collocando i vasi su diversi ripiani possiamo utilizzare lo spazio in verticale per alloggiare molte più piante di quanto è possibile fare collocando i vasi a terra. L’utilizzo dei vasi però non è obbligatorio, nel tempo infatti si sono diffuse molte soluzioni creative realizzati da appassionati del verde.

È il primo contest per band emergenti nato e promosso interamente dal Circolo Arci Margot di Carmagnola.

È composto di 4 serate interne al circolo in cui 4 gruppi a serata si esibiscono in una sfida diretta su DOPPIO PALCO. Da ognuna delle serate emerge un vincitore che arriverà alla semi-finale.

L’edizione 2016 del contest si è conclusa con la vittoria dei WhiteWashers!

Questo progetto trae ispirazione dell’enorme interesse che la musica suscita nei giovani e dalla quantità di iniziative musicali, dai festival, dai concorsi che si sviluppano intorno al fenomeno musicale.

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Nel 2013 il Circolo Margot ha collaborato con il mensile carmagnolese “Corriere di Carmagnola” nella formazione di una redazione giovanile che si è occupata del rifacimento completo del sito del Corriere e del suo aggiornamento fino al 2017. In particolare all’interno del sito è presente una sezione “Spazio Giovani” aggiornata settimanalmente con articoli di attualità e opinione.

“Siamo un gruppo di giovani carmagnolesi, e non, che ha deciso di aprire questo spazio per avere un luogo dove confrontarsi, esprimersi ed esporre il proprio punto di vista. Lo spazio giovani nasce infatti, più in generale, dall’esigenza e dalla volontà dei giovani di informarsi e fare informazione. A questo proposito la redazione è continuamente aperta all’inserimento nel gruppo di nuove reclute, quindi chiunque lo desideri potrà prendere parte attivamente a questo spazio; i requisiti essenziali sono solo tanta volontà e determinazione. L’intento della redazione è quello di divertirsi creando, costruendo e generando nuove amicizie, così da poter imparare gli uni dagli altri. L’importante per noi è che tutti abbiano voglia di mettersi in gioco, l’unione del gruppo farà il resto.”

“La follia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli, nelle epoche è la regola.”
Nietzsche

Nel 2013 il Margot ha lanciato l’iniziativa “Adotta un paniere: Coltiviamo la solidarietà” con la Cooperativa Sociale “Terra Mia”

Lo scopo è sostenere, attraverso la vendita di prodotti BIO coltivati presso la CASCINA SOCIALE TERRA MIA, l’attività della cooperativa che lavora quotidianamente con ragazzi in situazioni di dipendenza e disagio e si occupa di promuovere una cultura volta al consumo critico ed etico.

Ogni settimana la cooperativa mette in vendita panieri di circa 5 kg con ortaggi e/o frutta di stagione, tutti rigorosamente biologici, ordinabili al Margot.

La frutta e la verdura sono sempre di stagione e perciò non è possibile scegliere l’assortimento del paniere, che ovviamente varierà a seconda dei periodi: ordinandone uno si riceverà automaticamente tutto ciò che è previsto per la settimana. Ogni settimana i volontari della cooperativa “Terra mia” consegnano al Margot i panieri ricchi di frutta e verdura, sempre fresche e appena raccolte.

Essere sani e solidali non è mai stato così facile e gustoso!

Dal 2017 l’iniziativa è stata inserita all’interno del Gruppo di Acquisto Solidale “Potagè”, a cui ogni socio può iscriversi.

Per info: gas@circolomargot.it

Nell’estate 2009 il sindaco di Riace, Domenico Lucano, organizza l’evento “I colori della memoria”, manifestazione per ricordare le vittime delle mafie, nel piccolo comune calabrese.
L’Arci entra nel progetto grazie a Nino Vitale, che fa da tramite con la Rete dei Comuni Solidali (Re.Co.Sol.), un’associazione presente sul territorio che organizza esperienze di solidarietà nei numerosi comuni aderenti, di cui Riace fa parte.
In questa occasione i ragazzi realizzano i loro primi murales. L’esperienza dà ottimi risultati, sia per la passione dei ragazzi dell’Arci, sia per l’esperienza nel campo dei “graffiti” e della pittura di alcuni di loro. Tutti si rendono conto di avere le capacità per muoversi con creatività ed entusiasmo in questo affascinante mondo.

Tornati a Carmagnola, la passione per la pittura e i murales non si spegne. Con altri amici, i ragazzi realizzano nuove opere, come le saracinesche della vecchia sede dell’Arci Life, in via Rossini. Attraverso la tecnica dello stencil, vengono realizzati i volti di uomini e donne che hanno segnato la Storia, alcuni modelli da seguire e ricordare.

Nel febbraio 2010 alcuni ragazzi decidono di partire alla volta dell’Uruguay. A Montevideo fanno la conoscenza de “El Clu”, un’associazione giovanile locale, per cui realizzano un murales sulla parete esterna della sede.

Nell’estate 2010 Domenico Lucano ripropone ai ragazzi un progetto simile a quello dell’anno prima. In questa occasione l’Arci collabora con il presidio di Libera di Carmagnola, Il Karma di Ulysses. Così Riace si arricchisce di altri due murales e altri vengono realizzati nella vicina Caulonia, in cui il sindaco è rimasto impressionato dai nuovi colori della città dei bronzi.

Tutti i murales sono stati realizzati con tecniche differenti, per continuare a sperimentare nuovi modi di dipingere e per arricchire le opere di contenuti, stili e colori diversi

Dalla sua nascita, il Circolo Arci Margot propone a questo gruppo di giovani artisti di occuparsi della sistemazione scenografica dei suoi locali. Per questo la crew è già al lavoro su nuovi progetti.

A partire dal 2008, l’Arci Life (poi Margot) ha organizzato la rassegna “IncontrArci”: momenti di dibattito e confronto tra i suoi soci.

Gli incontri hanno la particolarità di avere come tema gli avvenimenti più importanti che toccano la società contemporanea. In agenda ci sono stati: la rivolta egiziana, le elezioni americane, la sostenibilità ambientale, la campagna per l’acqua pubblica.
Ogni incontro ha come ospite un “esperto” sull’argomento della serata, che introduce il tema e con il suo contributo, stimola l’inizio dibattito.

Dopo essere stati ospitati per due anni nelle sale della Biblioteca Civica di Carmagnola, tutti gli appuntamenti della rassegna prendono posto all’interno del Circolo Margot, una sera al mese.

Dopo il grande successo della rassegna culturale Eureka, dopo la sagra del Peperone 2012, abbiamo deciso di cambiare il nome delle nostre iniziative culturali: Incontrarci è diventato EUREKA.

Approfondire tematiche attuali, creare momenti di incontro e fermento culturale.

Il Campo LiberArci ha messo in mostra un desiderio presente nel cuore di molti: riuscire a riprendere gli spazi della propria città, per viverli appieno.

Questa primissima idea è stata lo stimolo che ha portato all’ideazione di “TUTTA MIA LA CITTÀ”, una due giorni di teatro, musica , mostre per le vie di Carmagnola, che ha fatto anche da cornice all’inaugurazione del Circolo Margot.

Dal 29 al 30 maggio 2010 la città ha vestito abiti inusuali: mostre di fotografia, pittura ed esposizioni di poesie hanno abbellito le vie del centro, mentre le piazze sono diventati luoghi in cui assistere a spettacoli o in prima persona partecipare a numerosi giochi. Diversi gruppi di teatro si sono alternati in piazza Sant’Agostino, fra cui lo storico gruppo teatrale dell’Arci“Gli iNstabili”, le Voci Erranti e persino il coro del Liceo Baldessano Roccati, in grado di deliziare un pubblico eterogeneo. Tra le varie esibizioni, imperdibile lo spazio dedicato ai giochi in legno, divertimento assicurato non solo per i bambini.

Il progetto è stato fin da subito all’insegna della libertà di poter mettere in gioco le proprie abilità.

L’esperimento ha funzionato… che occorra ripeterlo?

1° Campo Nazionale – 19/24 Agosto 2011 – Pracatinat [TO]

Giovani dai 18 ai 35 anni hanno avuto l’opportunità di partecipare ad un’occasione di confronto, conoscenza e scambio mediante laboratori interattivi che si sono sviluppati dal 19 al 24 agosto. Condivisione e creatività: un percorso grazie al quale i giovani che vi hanno partecipato sono andati alla scoperta delle radici dell’associazione per riflettere sui valori fondanti e apportare nuova linfa. Vogliamo qui sottolineare il contributo offerto dalla Testata giovani nella figura di Uda e di Laterza (che hanno partecipato fisicamente alle giornate del campo) e di altri compagni/e che della testata fanno parte.

Il campo è stato realizzato grazie al contributo concreto del Comitato di Torino (al quale va un particolare ringraziamento da parte del gruppo organizzativo) e l’impegno di alcuni dirigenti giovani e non giovani del comitato torinese e Regionale: Giovanni Limone, da un lato, ha seguito e sostenuto il gruppo dei giovani dell’ArciLife e del circolo Margot nell’elaborazione del progetto; dall’altro ha operato sia nell’ambito della Testata giovani nazionale sia a livello di comitato torinese e regionale affinché l’iniziativa potesse avere il sostegno adeguato per poter essere realizzata. Daniele Mandarano, uno dei più giovani dirigenti dell’Arci locale e non solo, che ha lavorato duramente per arrivare alla costruzione di un buon progetto e per coagulare le energie dei suoi giovani compagni di strada Carmagnolesi i quali hanno dato un contributo enorme alla buona riuscita del campo. Gli obiettivi di questo primo campo nazionale erano molteplici:
1) occorreva ripetere e migliorare l’esperienza pilota compiuta nel 2009 dalla sola associazione Arcilife (rivolta in quell’occasione al proprio bacino territoriale);
2) verificare il grado di interesse da parte dei giovani verso le tematiche dell’associazionismo e verso i valori fondanti dell’Arci;
3) riannodare la propria storia e il proprio vissuto, la propria visione della vita alle visioni e i vissuti che hanno determinato la nascita e la crescita della nostra associazione.
L’esperienza nata grazie anche all’impegno del presidente Parigini è stata, come pensavamo sin dall’inizio, un luogo di scambio e apprendimento informale; ha sollecitato i giovani che vi hanno preso parte a considerare questo, un primo passo verso la ricostruzione di un’idea di partecipazione diversa da quella che considera l’impegno e il volontariato in campo culturale e sociale un lavoro come un altro, scoprendo o riscoprendo il senso di parole e concetti spogliati da tempo del loro significato profondo. Infine il campo si è configurato come spazio fisico e mentale nel quale provare a ristabilire una connessione tra passato e presente, tra motivazioni originarie e necessità di creare nuove forme di identità e solidarietà. Sono stati circa 100 i giovani che hanno affollato i gruppi di lavoro, una decina i volontari adulti coinvolti che hanno dato il loro contributo teorico o pratico per animare alcuni dei momenti di laboratorio, Gianni Vattimo, Cesare Alvazzi (vecchio ed energico partigiano), Crana (con la radio web), Manuali, Giordano, Limone, Mastrogiacomo. Svariati ospiti che hanno contribuito ad immettere altri punti di vista per sollecitare la riflessione, come i giovani della radio web del Cinema Vekkio, quelli di Onda Urbana e di Sassuolo o i referenti della rete Recosol. Importante anche il tempo dedicato allo svago e alle attività ricreative e aggregative che hanno rafforzato il senso di appartenenza e l’idea di una potenzialità tutta da manifestare.
Protagonisti assoluti del campo sono stati i giovani che hanno prodotto, un notevole corpus di proposte e visioni (in via di rielaborazione) che saranno oggetto di un report più approfondito e presto disponibile
Sul sito del comitato di Torino sono presenti alcuni reportage e video sui momenti di attività che hanno avuto luogo a Prà Catinat, realizzati da Silvia e Hermann (giovani in servizio civile al comitato di Torino).

Entrando nel merito delle questioni metodologiche e operative il campo è stato organizzato tenendo conto anche dei suggerimenti di Franco Uda e altri componenti della testata giovani, e di quelli di dirigenti locali e nazionali, che hanno sostenuto con convinzione la realizzazione del progetto offrendo un contributo alla determinazione delle modalità attraverso le quali operare relativamente alle tematiche indicate dal gruppo giovani del comitato torinese. Un contributo particolare è stato offerto da Aldo Manuali e Giorgio Crana che ringraziamo.

Le tematiche proposte hanno dato vita ad un confronto estremamente vivace e partecipato, dal quale sono emerse visioni e proposte di sicuro interesse. Vogliamo con il presente documento rendere partecipi sia i comitati locali, sia il comitato Nazionale, affinché l’impegno dei giovani e le proposte che questi ultimi hanno prodotto stimolino i dirigenti nazionali ad avviare un percorso che conduca alla creazione di iniziative nelle quali ampio spazio sia offerto alle giovani leve della nostra associazione, affinché possano esprimere la propria creatività e la propria visione, relativamente al loro modo di intendere la partecipazione al mondo associativo dell’Arci.

Come abbiamo lavorato a Prà Catinat:
La giornata è stata suddivisa dedicando tempo a vari momenti secondo un modello operativo estremamente rodato: una parte di lavoro nel quale si assisteva alla testimonianza portata da singoli dalla quale si originava la riflessione sul tema dato sia nei gruppi sia nei laboratori teorici e o pratici, una parte, infine, dedicata allo svago e alle attività ricreative.

Nota metodologica:
La funzione di “facilitatori” dei momenti di confronto, nei laboratori e nelle sessioni di lavoro in gruppo sono state affidate ad alcuni dei giovani partecipanti, i quali hanno sperimentato per la prima volta tale ruolo. Il loro lavoro è stato discretamente supportato da alcuni dirigenti Arci, che hanno messo gentilmente a disposizione la loro esperienza professionale. Nessuno dei cosiddetti “esperti” o dei dirigenti presenti ha ricevuto compensi di sorta per il proprio contributo.

Conclusioni:
Tanti sono stati i punti di riflessione emersi dai lavori del campo, abbiamo chiesto ai ragazzi di analizzare le criticità più pesanti presenti nella nostra associazione. Di seguito riportiamo grossolanamente le più ricorrenti e dibattute:

  • Distanza tra base e dirigenza: le basi associative sono troppo sganciate dalla politica portata avanti dai comitati territoriali e dalla presidenza nazionale.
  • Assenza di rete tra circoli e associazioni: il campo è stata anche un’occasione di incontro per molte realtà Arci. Ci si è chiesti perché non venga naturale il confronto quotidiano anche solo a livello giovanile.
  • Momenti di formazione: si è chiesta a gran voce una maggiore attenzione verso il percorso formativo dei giovani dirigenti o più semplicemente della militanza giovanile. E’ importante creare momenti che, come il campo, possano aumentare la riflessione all’interno della associazione stessa.
  • Iniziative unitarie: non ci sono grossi momenti di mobilitazione unitaria di tutta la associazione.
  • Strumenti di comunicazione: spesso le informazioni non arrivano alla base, forse anche perché usiamo dei mezzi di comunicazione troppo datati o comunque non al passo con i tempi.
  • Pregiudizi e false credenze: è stata notata una grossa difficoltà di valutazione della nostra associazione. Troppe sono le persone (soprattutto i giovani) che equiparano i nostri circoli a semplici birrerie.

Alla fine del percorso è stato chiesto ai partecipanti di elaborare 5 proposte da fare arrivare alla dirigenza nazionale e ai comitati territoriali:

  • Rete internet / informazione: occorre riconsiderare la nostra attuale rete internet e trovare spazi di comunicazione per realtà giovanili. Si propone dunque di inserire un blog in ogni sito dei comitati Arci in cui i giovani possano più facilmente trovarsi e far circuitare proposte.
  • Week-end in preparazione al campo: il campo del prossimo anno potrebbe passare anche per una diversa condivisione delle tematiche. In quest’ottica sarebbe importante organizzare una due giorni per permettere ai giovani provenienti dai diversi comitati di discutere gli argomenti che poi verranno trattati al campo nazionale.
  • Consulta giovanile: per reagire alle difficoltà di coordinamento delle nostre basi territoriali si potrebbero istituire delle consulte giovanili a livello provinciale e regionale in modo da portare nuova linfa al dibattito in testata nazionale.
  • Formazione: per aumentare il senso di appartenenza e la condivisione dei valori fondamentali che la nostra associazione ha nelle nuove generazioni bisogna organizzare una formazione permanente a 3 livelli: per i giovani dirigenti, per i giovani soci, per i giovani esterni che vogliono essere coinvolti.
  • Rilancio del 21 giugno: per dare spazio a mobilitazioni unitarie si è pensato di partire dall’esistente. Si propone quindi di rilanciare la “festa della musica” in chiave giovanile chiedendo ai comitati regionali di organizzare un concerto nella propria regione il 21 giugno avvalendosi della collaborazione dei comitati provinciali, dei circoli e delle associazioni.2° Campo Nazionale

2° Campo Nazionale – 24/29 Agosto 2012 – Certosa del Gruppo Abele di Avigliana [TO]

Dal 24 al 29 agosto, presso la Certosa del Gruppo Abele di Avigliana (TO) in Val di Susa, si è svolta la seconda edizione del campo nazionale giovanile dell’Arci. Obiettivo principale era quello di mettere in relazione le tante realtà giovanili che, sempre di più, trovano nella nostra associazione un punto di riferimento culturale, sociale e politico. Alla luce della buona riuscita dell’edizione 2011, anche il programma delle giornate e l’elaborazione delle attività di quest’anno sono stati impostati a partire dal coinvolgimento di quelle realtà che già nel 2011 avevano aderito. Così facendo l’iniziativa ha potuto configurarsi, sin da subito, come un progetto condiviso.
Nato da un’idea del comitato di Torino e del Circolo Arci Margot di Carmagnola, il campo sta consolidando la sua importanza come punto di riferimento formativo dell’associazione; l’impegno di Arci Piemonte, il sostegno e l’interesse dimostrati dal gruppo di lavoro nazionale sulle Politiche Giovanili (che ha inserito l’iniziativa all’interno del suo programma annuale), ne sono la concreta dimostrazione.

I 110 ragazzi che nelle varie giornate hanno partecipato al campo sono stati chiamati a riflettere sull’associazione a partire dal suo acronimo. Il tempo è stato scandito da attività di gruppo (pratiche, tecniche e teorie) e momenti dedicati alla riflessione e al confronto su temi che originano dalla rilettura creativa e critica dell’acronimo stesso, con la finalità di ritrovare le nostre radici fondanti e restituire ai giovani la possibilità di ripensare la ‘propria Arci’ anche a partire dall’esperienza di chi l’ha fatta crescere.

Nella giornata dedicata alla lettera ‘A’ i ragazzi sono stati invitati a riflettere sull’Associazionismo e sul ruolo che oggi riveste nel nostro paese. Al mattino si è svolta una tavola rotonda con i rappresentanti della ‘Zona Franka’ di Bari, del Labuan di Roma e dell’ASU di Padova. I relatori, a partire dalle proprie esperienze, si sono interrogati sulla possibilità di fare rete tra le diverse realtà e sulle difficoltà quotidiane che ognuna di esse incontra sul proprio territorio. Nel pomeriggio è stato il turno di 3 giovani dirigenti dell’Arci: Valentina Laterza (Arci Milano), Fiore Zaniboni (Arci Bologna) e Riccardo Montanino (Sputnik Tom di Bologna), che si sono confrontati con i ragazzi sul ruolo che la nostra associazione deve continuare ad avere nel fare quotidiano.

Il giorno seguente si è parlato di Ricreatività; al mattino i ragazzi hanno potuto assistere alla testimonianza di Dario Cucco che, come fondatore dell’associazione Arci ‘Il Muretto’, ha saputo fare della ricreatività uno strumento per operare in maniera virtuosa sul difficile tessuto sociale del quartiere Vallette di Torino. Nel pomeriggio, grazie alla collaborazione con la compagnia teatrale ‘Interezza’, i partecipanti hanno potuto cimentarsi in un laboratorio teatrale a partire dagli stimoli emersi durante la prima giornata di lavoro.

Ben più fitta è stata invece la giornata dedicata alla Cultura in cui, a partire dalle esperienze di tre circoli situati in territori culturalmente e politicamente ‘ostili’ (Cinema Vekkio e Ratatoj in provincia di Cuneo e Casa del Popolo ad Asti), si è parlato delle modalità con le quali essi affrontano, promuovono e diffondono tematiche culturali ‘alternative’. Ha fatto da cornice la musica indipendente come percorso culturale e polo di protagonismo giovanile creativo e aggregativo.
La giornata è stata divisa in due: la mattinata è cominciata con la testimonianza di Sandro Giorello (caporedattore del web magazine Rockit) che ha raccontato i suoi ‘esordi’ da programmatore musicale al Cinema Vekkio; di seguito si è svolto il laboratorio sul tema delle webradio.
Al pomeriggio la testimonianza di Tommaso Cerasuolo e Gigi Giancursi del gruppo musicale Perturbazione ha fornito gli elementi per il lavoro a gruppi che ha ‘prodotto’ l’intervista finale ai musicisti. In chiusura i Perturbazione ci hanno regalato un emozionante showcase.

Essere italiani è stato, infine, il tema-guida della giornata dedicata alla ‘I’. Il Lavoro è stato incentrato sul confronto e sulla riflessione in gruppi di lavoro a partire dagli interventi di Don Luigi Ciotti e Mina Welby, quali stimoli di discussione rispettivamente sui temi della legalità e della laicità.
La scelta di queste tematiche è stata necessariamente supportata dall’utilizzo di una specifica metodologia finalizzata a favorire una efficace e stimolante discussione in gruppo. Il tempo e lo spazio sono stati scanditi tra il lavoro in plenaria, durante il quale i ragazzi hanno potuto ascoltare le testimonianze degli ospiti, ed il lavoro in sottogruppi, che aveva l’obiettivo di permettere a tutti i ragazzi di esprimersi.
Lo strumento di lavoro comune è stato una griglia di riflessione che declinava i temi della giornata su tre livelli: Me (cosa ne traggo per me, livello individuale), Noi (quali proposte per il ‘fare insieme’ nell’associazione) e Tutti (proposte per il Paese); in aggiunta i ragazzi dovevano cimentarsi in 140 caratteri (un ‘tweet’) con un suggestione o un pensiero o una citazione. La plenaria conclusiva ha fatto emergere le molte sfaccettature della ricca discussione.

Il campo è stato concluso da un bello scambio fra i ragazzi, che hanno portato i punti salienti emersi durante le giornate di lavoro, il presidente nazionale Arci Paolo Beni e il coordinatore del GDL Giovani Franco Uda.

L’idea di organizzare un campo è sempre stata un’esigenza molto sentita all’interno dell’Arci Life, che nasceva dal bisogno di avere un momento di confronto e aggregazione per la componente giovanile dell’associazione.

A fine maggio 2009, all’interno dell’Arci Life il numero dei tesserati, di età compresa tra i 16 e i 26 anni, era di molto cresciuto.

Non solo: a livello di associazionismo sul territorio carmagnolese, stava crescendo la quota di giovani anche in un’altra associazione affine all’Arci, il presidio di Libera di Carmagnola.

Accomunate dall’impegno di promuovere una maggiore partecipazione giovanile nella città, le due associazioni si incontrano e discutono sul bisogno di trovare spazi di confronto. Una tavola rotonda in cui le esperienze di queste due realtà di Carmagnola sono il punto d’inizio di un dibattito: quali sono gli strumenti che un giovane carmagnolese ha per migliorare la sua vita e quella degli altri, e di conseguenza come migliorare il posto in cui vive.

L’organizzazione di un campo estivo viene fin da subito percepita come un’occasione di confronto e come momento forte di aggregazione: aperto ai ragazzi delle due associazioni, ma anche ai giovani carmagnolesi interessati a prenderne parte.

L’obiettivo: conoscere i protagonisti della vita carmagnolese, vivere alcuni giorni insieme e trovare idee e proposte concrete per migliorare la vita della loro città.

Dopo due mesi di lavoro, l’Arci Life e il presidio di Libera danno il via al campo “Liberi d’impegnArci”. Dal 30 maggio al 1 giugno 2009, presso il forte di Vinadio, circa 70 ragazzi carmagnolesi partecipano a dibattiti, seminari, concerti.

È in questo clima che i ragazzi hanno concretizzato la necessità di costruire uno spazio comune giovanile e organizzare un evento di riappropriazione della città pensato e realizzato dai giovani che si chiamerà “Tutta mia la città!”.